NONNOSTRONZO

Ogni tanto m’innamoro e dura n’attimo

giustino.jpg

25/02/2016

Dovete sapè che lavoricchio ogni tanto in un posto in cui sto dietro a un vetro e a na scrivania, in sostanza a non fa n’cazzo ma in realtà c’ha un cartello appeso sulla capoccia dove ce sta scritto INFOPOINT (per chi non mastica l’inglese=infopoint).

Spesso faccio conoscenza co dei tizi assurdi, abietti o ubriachi o ridicoli ma pure co certe teste de carciofo che te fanno dubità dell’efficacia dell’istruzione pubblica. Comunque. Un giorno stavo a cazzeggià col tablet perché m’annoiavo e ce stava il deserto del Gobi dietro al vetro e così non m’accorgo di un vecchio che inizia a bussarme.

Sto vecchio è proprio il classico vecchio, de quelli pelati co la lanugine e la macchia marrone in testa, tutto cascante, che pare un segugio co la faccetta da cazzo: era proprio fatto così, pareva un po’ il vecchio de Leone il cane fifone.

Alché parte l’illuminante conversazione:
vecchio: <<Disturbo?Staddormì?>>
Io penso sì guarda, ho interrotto il sogno che stavo a fa dentro al letto mio pe finirlo qua, me so fleshata che sul finale gratto e vinco un trilione di euri.
Io: <<Ma che dice, prego>>

Il vecchio vuole un’informazione discutibile, io je rispondo co na certa cortesia. Poi fa: <<Ma come se chiama lei signorì?>>
Da là ho capito che c’era del feeling, un’armonia tra cariatidi che se riconoscono a distanza, se fiutano, colgono lo stesso odore di decadenza e voglia di sbattersi zero perché tanto sta vita ha rotto i coglioni e la morte è meglio sicuro.

Io: <<Mi chiamo Candida>>
Vecchio: <<i genitori tuoi te volevano male me sa>>
io: <<perché?Come avrei dovuto chiamarmi?>>
Vecchio: <<e che ne so io, è il nome de na malattia venerea, essù…Valeria era meglio. Che fa, studia?>>
io: <<ho finito di studiare, sono laureata in lettere>>
Vecchio: <<bella laurea, ottima pe sta qua a non fa n’cazzo>>

Se fossi stata sua coetanea j’avrei chiesto de sposamme e limonà duro dentiera contro dentiera ma purtroppo c’avemo cinquant’anni di differenza e a me piacciono solo i vecchi rinchiusi in involucri giovani e prestanti. Intanto la collega mia affianco se sbragava, cercando de capì se ero più imbarazzante io a darje retta o il vecchio a fa lo stronzo aggratis.

Io je chiedo come si chiama, comunque.
Vecchio: <<Giacomo>>
Io: <<oh, come mio fratello!>>
Vecchio: <<lui che studia?>>
io: <<giurisprudenza>>
Vecchio: <<aeeee eccone n’altro che non fa un cazzo>>
Io sono capitolata definitivamente davanti al suo fascino e la collega mia s’è ingoiata un dente dal ride.

Giacomo me fa l’occhietto e me ringrazia pe’ l’informazione de prima, poi s’allontana attraverso l’androne pe’ sparì come na visione mistica oltre le porte a vetro, co la pelata sbrilluccicante al sole tipo Mastro Lindo.

Se mai dovesse esiste l’omo della mia vita quando sarò na vecchia rincojonita amante della canasta vojo uno come Giacomo Lo Stronzo, sappiatelo.
E comunque, volete sapè qual era l’informazione?
<<Ma perché ve mettono dietro a sto vetro?Pare de sta al rettilario del bioparco>>
Nonnostronzo Ti Amo.

Autore: candidanoise

Arrivo, sto scomoda e me ne vado

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