INSTAGRAM DOWN

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Dicono che la bellezza salverà il mondo.

Senza filtri Instagram e fotoritocchi, senza pose innaturali e angoli studiati per l’ obbiettivo, senza pelle scoperta e sguardi lascivi.
Senza il bianco e nero che, diciamolo, ha rotto il cazzo.

La bellezza salverà il mondo,sempre se il mondo si lascerà salvare e si svestirà di strati di apparenza fini a sé stessi, vittima di un protagonismo imperante in cui o sali sul palco a fare il tuo show o finisci dietro le quinte a pulire i cessi dove cagano gli attori e mentre a loro vanno applausi e medaglie a te va il silenzio di un’esistenza fallita, nell’ombra, perché sei nessuno, ci sei nato e ci morirai.

Quando dicono che la bellezza salverà il mondo non credeteci; io c’ ho creduto ma sono finita sotto il palco ad assistere a spettacoli vanesi con protagonisti plastiche facciali e filtri di Instagram, e ho iniziato a credere che quasi quasi è meglio vivere nell’ombra come un sorcio, o scartavetrare la merda dai cessi.

FUTILE

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Non essere mai una persona che si scansa, diceva mia Nonna.
Per lei era facile, quando era giovane erano gli altri a scansarsi per farla passare e non si è mai dovuta appiccicare con le spalle al muro per cercare di scomparire e scrollarsi gli sguardi di dosso. Non ha mai fatto da tappezzeria né è stata mai additata come sfigata, non sono nemmeno sicuro esistesse questa parola ai suoi tempi. 

Oggi se non ti scansi ti schiacciano, volevo risponderle, ma alla fine tacevo.

Alla Nonna non piaceva la gente senza spina dorsale eppure mi voleva bene, nonostante sapesse che scansarmi era il mio passatempo preferito: mi scansavo per strada, a scuola, talvolta senza nemmeno rendermene conto, fino a diventare invisibile. 
Avrei tanto voluto esserlo, così avrei finalmente camminato al centro del marciapiede invece che sul ciglio della strada.

La Nonna non poteva sapere quanto fosse difficile vivere e sopportare la gente, specie quando tutti si sentono dei giganti col diritto di schiacciarti come fossi uno scarafaggio. Un po’, in fondo, poteva immaginarlo, come quando tornavo a casa con un livido in più e mentivo dicendo di essere caduto in palestra. 
La Nonna non beveva le mie bugie ma in compenso si scolava un bicchiere di rosso ogni sera e quando diventava alticcia mi raccontava di come, ai suoi tempi, la vita era più bella: non faticavo a crederci e sapevo che le dispiaceva vedermi barcamenare ogni giorno in una vita che di bello aveva ben poco, così mi lanciava il suo monito.
Non essere mai una persona che si scansa.

A distanza di anni, Nonna è andata via da un pezzo e tante cose sono cambiate, tranne me.
Essere più alto e più forte non mi ha impedito di continuare a scansarmi. 

ASCOLTA CON ME: OH HIROSHIMA- HOLDING RIVERS

 

PRATO FIORITO

È paradossale 
quanto io ti abbia guarito
e quanto tu mi abbia fatto male.

Non mi resta che sfogliare le pagine
di un libro aperto come vecchie ferite
e mi pare d’essere tornata da una guerra,
senza onore,
come se il tuo amore infelice mi avesse lasciata
sprovvista di un pezzo di cuore.

 

ASCOLTA CON ME:
GOD IS AN ASTRONAUT- Echoes

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ED ECCO CHE FORSE TI HO TROVATA

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<<A me non piacciono quelle ragazze con cui non puoi condividere nulla e quando camminano vanno alla ricerca di specchi in cui contemplare il loro riflesso, che sprecano ore alla ricerca del profilo migliore da mostrare alla fotocamera.
Ecco, non le tollero. Se devo trascorrere il mio tempo con una persona voglio starci bene e fare tutte quelle cose che mi piace fare anche da solo, come restare in spiaggia di notte a guardare il cielo, sdraiati fianco a fianco sulla sabbia fresca,  o anche solo chiudersi in casa a guardare un film sotto al piumone piuttosto che fare la fila per entrare in discoteca o nel ristorantino chic, dove la maggior parte della gente che non sa stare in pace con se stessa pensa di poter camuffare con l’apparenza una sostanza spicciola, quasi inesistente.

A me piace uscire all’improvviso per chiamare alla mia ragazza, dirle ‘scendi, sono sotto casa tua’ e vederla correre giù dalle scale di gran carriera, senza trucco, vestita a caso e coi capelli spettinati ma col sorriso sulle labbra, impaziente di andare all’avventura mentre sale sulla mia auto che mastica musica nello stereo e ingrana le marce, lungo strade che conosce solo il mio istinto. Vorrei cancellare dalla faccia della Terra i regali di Natale e quelli di compleanno ma non per una questione di soldi, no, proprio non mi va giù sapere che una ragazza possa sentirsi felice solo quando le regalano una borsa o dei nuovi trucchi, tutti gingilli da indossare con lo scopo di nascondersi o apparire, a seconda dei casi…sono artifici che le donne spesso usano per non doversi mostrare dentro, per abbellire un lato fragile e abbrutito dal cinismo, dalla superficialità, dall’insicurezza.

Se tu diventassi la mia ragazza, comunque, ti comprerei un chilo di gelato. Non scherzo, proprio un chilo, tutto tuo, compreso dei gusti più strani e dei tuoi preferiti: mi siederei accanto a te e ti osserverei mangiarlo, incantato dalle tue labbra imbrattate di crema, dalle dita impiastricciate e il sorriso sporco. Non mi stancherei di guardarti perché penserei che quella immagine di te, infantile e ingenua, che affondi il cucchiaio nel gelato potrebbe riemergere, un giorno, tra i miei migliori ricordi.
Mi piacerebbe condividere il mio tempo con una persona che non si fa problemi ma sono circondato da ragazze che pensano solo all’aspetto fisico, che trovano sfigato l’uomo gentile ma poi si lamentano quando soccombono e perdono la dignità davanti alla codardia di stronzi senza cuore.

Sai…a volte mi sento scomodo a vivere in questa società, ad essere sincero. Mi sento come se combattessi una guerra solo mia e di pochi altri come me, ancora romantici, sognatori, raffinati; siamo rimasti una razza a parte, una specie in via di estinzione, come i panda. Se trovassi la donna dei miei sogni la rapirei e la porterei lontano, per proteggerla, come se fosse l’unica donna rimasta sulla faccia del pianeta, come se fosse l’ultima. Per dire…magari sei tu e ancora non lo so, ma se così fosse non ti stupire quando un giorno busserò alla tua porta per trascinarti altrove, magari in un posto in cui non dovremo più sentirci soli e incompresi ma solo scambiarci lunghi abbracci davanti a innumerevoli tazze di tè. Sì, mi piace il tè. Perché ridi?Te l’ho detto, sono un ragazzo raffinato>>

 

OLIO DI PALMA MON AMOUR

Riflessioni di un certo spessore socio culturale

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Ma che è sta storia dell’olio di palma?cioè ve ne state a accorge mo?L’olio di palma è l’anima della Nutella ma da qualche tempo pure quella de li meglio mortacci vostra, che per anni ve siete magnati l’eternit e mo rompete le palle al globo co la scusa del disboscamento e le povere palme e le foreste e stacippa e stalippa.

Ragà se vi importa qualcosa del globo pensate all’aria demmerda che respiriamo solo perché pe annà a fa la spesa sotto casa uscite col SUV e lo lasciate pure in mezzo alla strada per puro gusto de da fastidio. Pensate a tutto quello che ve ficcate in bocca (che maiali, ma a che state a pensà?), pensate all’olio di colza, il fratello scemo dell’olio di palma che sta dentro tutti quegli schifi di cartongesso incartato che chiamate tofu, seitan, mammamia sbocco solo a nominarli ma poi che sarebbero, parolacce?

Quello che mi preme dirvi oggi è che prima di puntà il dito levate il piede dalla cacca de cane che state a pestà, cioè, date il buon esempio voi per primi, così sarete legittimati a portare avanti delicate battaglie dal divano de casa vostra. 
Perché tanto ve frega poco, lo sappiamo che è tutta na scusa pe finge de esse persone migliori delle caccoline che siete e la palma non non sapete manco com’è fatta.

Respiriamo mercurio cromo e se bevemo il Viakal, ma che pretendete?Poi oh, fate come ve pare che io le palme le amo ma visto che so povera e le uniche che posso vedè dal vivo so quelle del Duomo a Milano o quelle che sventolano le vecchie a messa la domenica prima di Pasqua, a sto punto le preferisco fuse dentro alla Nutella.

L’insostenibile leggerezza del biscotto

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Si mangiano a colazione, in teoria. In pratica sono perfetti come ammazza caffè, merenda e al posto del bacio della buonanotte, per non parlare di quanto siano adatti a sostituire le coccole e la presenza di un uomo, che in fondo un po’ ci somiglia a un biscotto: prima si inzuppa e poi va mangiato subito prima che scompaia tra i gorghi del latte caldo, disciogliendosi pur di non farsi ritrovare.

Fatto sta che ne esistono talmente tanti in commercio da uscirne matti (e obesi): ci sono gli Abbracci, le Coccole, le Tenerezze, i Grattini e i Cuoricini, mancano solo gli Orgasmelli ed ecco che basta una collezione di biscotti per sostituire una storia d’amore intensa e duratura.
Se poi per caso non dovesse piacerci nessuno di questi appena elencati ci sono quelli che finiscono in –etti: Galletti, Mulinetti, Mortaretti, o quelli con i nomi esotici come Grisbì, Ringo, Risbì, Gringosbì.
A me piacciono quelli con i pezzi di natura incorporata: Pan di stelle, Spicchi di Sole, Balle di Fieno.

In ogni caso però, anche se non siete consumatori abituali e non vi lasciate sedurre nemmeno quando ve li trovate davanti tutti belli impilati sugli scaffali dei supermercati, ci pensa la TV a lanciare l’amo.
Ora come ora tocca a Banderas amministrare l’eredità del misterioso Signor Mulino Bianco e convincerci che i suoi biscottini siano i più buoni di tutti: d’altronde li fa con le sue mani abili di ex spadaccino mascherato, usando solo le uova della fida Rosita, gallina libera approvata da Francesco Amadori in persona, e infatti tutti i bambini della campagna vanno a scroccare merendine nel suo immacolato mulino.

Da quando ho visto la pubblicità dei suoi nuovi ‘Chichi di Ciocolato’ leggeri e friabili, cotti esclusivamente a vapore, li ho cercati in lungo e largo. Poi li ho trovati e li ho assaggiati: sanno di vapore, in effetti, proprio come c’è scritto sulla confezione. Nessuna traccia di grassi e solo una spruzzatina impercettibile di cioccolato. Oltretutto non sapevo che il vapore costasse così tanto, 2 euro e 70 mi sembrano un troppi per un po’ d’aria condensata.
Però mi fa morire. Banderas intendo, ma anche quello che ha inventato le pubblicità; nell’ultima si è superato, specie nei dialoghi quando la tizia che il nostro vuole palesemente suonare come un flauto afferra il biscotto (quello di pastafrolla, intendo) e poi chiede: ‘come faccio a resistere?’
E Banderas risponde: NON LO SO.
Ora, va bene che è una domanda retorica ma che risposta è NON LO SO?li hai fatti te, ce l’avrai qualcosa da dire…e se non c’è inventa, no?qualcosa che ha a che fare con l’amore, il cielo stellato e le cose buone e vedi come si tromba stasera.

In ogni caso non mi va giù che il boss del Mulino non sappia cos’hanno di speciale i suoi biscotti, se non lo sa nemmeno lui perché dovrei comprarli io?
E pensare che gli Abbracci sono tra i miei preferiti e ho sempre creduto che fossero speciali, più dei pan di Stelle addirittura…delusione di diludendo.
Di solito quando sono fuori sede e mancano i fondi mi attacco ai tarocchi: Pan di Sterco, Polletti e Spicchi di Sale, che a volte, tranne per il nome, sanno essere quasi buoni come quelli veri.
Poi però penso: chissà cosa direbbe Banderas se mi vedesse mentre lo tradisco con una Fetta Bistrattata in bocca.
E poi me lo immagino tutto intento ad innaffiare col vapore i suoi Chichi e mi fa tenerezza, così ancora una volta gli perdono il prezzo delle cose buone, anche se a conti fatti sanno di aria compressa e becchime per Rosite.


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L’amore non è bello se non è litigarello